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Italia

Barga, la città più scozzese d’Italia

A circa 400 metri di altezza, il borgo di Barga, in provincia di Lucca, domina un meraviglioso panorama sulla Garfagnana. L’ho scoperto realizzando una puntata per un format televisivo e mi ha sorpreso per custodire un’incredibile serie di curiosità.

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Tre curiosità su Barga

1. La città più scozzese d’Italia

Barga è chiamata così perché sulla fine dell’800 molti dei suoi abitanti emigrarono in Scozia in cerca di fortuna. Di ritorno, una volta in pensione, portarono con sé mogli, figli e tradizioni scozzesi. E così oggi è facile sentire dei barghigiani parlare normalmente in inglese o chiamarsi tra di loro con nomi inglesi.

Tra questi c’è Paolo Marchetti, detto “Gas”, proprietario di un bar, che prima di fare il barista ha cambiato mille lavori tra cui il venditore di bombole del gas. Quando Paolo ha un anno la famiglia si
trasferisce in Scozia, dove vivevano già altri parenti, e cresce lì fino a 19 anni, quando
decidono di tornare in Italia e aprire un bar, che negli anni è divenuto il punto di riferimento degli italo-scozzesi del borgo e di tutti i turisti che vengono indirizzati lì dai passanti per traduzioni e informazioni in inglese. Ogni domenica la piccola sala tv del locale si riempie di tifosi del Celtic Glasgow.

2. Il borgo digitale

Barga è il primo centro storico medievale codificato in QR. Dal 2008 infatti tutti i luoghi di interesse sono stati contrassegnati con una piccola mattonella di ceramica con un codice bidimensionale – o QR code. Il nome QR è l’abbreviazione dell’inglese “Quick Response” (risposta rapida), in virtù della rapida decodifica del contenuto. Basta inquadrare il Qr Code con uno smartphone o un tablet per veder comparire notizie, storie e curiosità.

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3. La tomba del Pascoli

A Barga riposa il poeta Giovanni Pascoli. Giovanni Pascoli nacque nel 1855 a San Mauro di Romagna quarto di dieci figli (due morti molto piccoli). Nel 1867 il padre Ruggero venne assassinato con una fucilata sul proprio calesse, non si sa se per motivi politici o di lavoro. Per Pascoli fu un trauma, al quale si aggiunsero 100 giorni di carcere per aver partecipato ad una protesta contro la condanna di alcuni anarchici. Il suo lavoro (per lo più insegnante) lo portò a vivere in varie città (Urbino, Rimini, Bologna, Matera, Massa, Livorno, Roma, Messina, Pisa), ma non si radicò mai in nessuna di esse. Con le due sorelle minori Ida e Maria (detta Mariù), tentò di ricostituire il primitivo “nido” familiare e si preoccupò di garantirsi una “via di fuga” verso il mondo agreste. Nel 1895 si trasferì quindi con Mariù e il cane Gulì a Castelvecchio (a trovare la “salvezza dell’anima” come il poeta Virgilio), nella villa dei Cardoso- Carrara che riuscì ad acquistare solo in un secondo momento, col ricavato della vendita di alcune medaglie d’oro vinte nei concorsi. Per preservare il suo “nido”, annullò il matrimonio con la cugina Imelde, e considerò il matrimonio della sorella Ida un vero e proprio tradimento.

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Nel 1912, già malato di cirrosi epatica per abuso di alcol, si spense nella sua casa di Bologna (dove era stato trasferito per le cure) per un cancro allo stomaco. Riposa nella cappella annessa alla villa di Castelvecchio con l’amata sorella Mariù. Nella villa di Castelvecchio la vita moderna della città non entrò mai, nemmeno dopo la sua morte. Mariù, che gli sopravvisse fino al 1953 non volle elettricità e nessuna “diavoleria” moderna. A Castelvecchio videro la luce fra le altre opere i Canti di Castelvecchio e alcune edizioni di Myricae.

Curiosità

La casa è oggi un museo da visitare, e ne vale davvero la pena. Si scoprono alcune curiosità sorprendenti sulla vita del poeta. Ad esempio, le camere da letto di Pascoli e della sorella Mariù sono attigue, con i letti disposti testa contro testa. Usavano darsi la buonanotte tramite una cordicella legata agli alluci dei piedi.
Il cassettone della camera da letto contiene ancora la biancheria intima di Pascoli.
Nello studio ci sono tre tavoli: uno per le poesie latine, uno per quelle italiane e uno per i saggi. Pascoli cambiava tavolo a seconda dell’ispirazione. Puccini era un abituale frequentatore di casa Pascoli, e insieme, i due, usano passare il tempo fumando sigari nell’altana,, la tipica loggia delle dimore lucchesi.

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Come raggiungere Barga

In Auto
Da Sud, dall’autostrada A1 prendere la A11 e uscire a Capannori. Proseguire in direzione Lucca, Borgo a Mozzano e Fornaci di Barga, seguendo le indicazioni per la strada statale SS 439. Da qui seguire le indicazioni per Barga sulla SS 445.

Da nord, prendere la A1 e seguire le indicazioni per Genova-Livorno, Viareggio ed infine Lucca. Uscire a Lucca est e seguire le indicazioni per Lucca, Borgo a Mozzano, Fornaci di Barga ed infine Barga, sempre sulla statale SS 445.

Da Lucca prendere la statale SS 12 seguendo le indicazioni per Borgo a Mozzano e Barga.

In Treno
Il consiglio è partire da Lucca da cui partono i soli treni diretti. Sulla linea regionale Lucca – Aulla si trova la fermata Barga – Gallicano.

In Autobus
La compagnia che effettua il servizio si chiama Vai Bus e gli autobus partono generalmente da Lucca impiegando in linea di massima 1 ora (l’autobus è il Q05, ce ne sono circa 8 al giorno diretti a Barga, a seconda che si tratti di giorni festivi o feriali, per cui il consiglio è sempre quello di controllare per conferma, soprattutto se avete intenzione di viaggiare durante il fine settimana).

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